Brandorbi a Pioneers’18: dare forma al futuro. Da subito.

Brandorbi a Pioneers’18: dare forma al futuro. Da subito.

Il vero potere, nella nostra epoca digitalizzata, è nelle mani di chi è in grado di creare valore con strumenti che fino ad una manciata di anni fa erano assolutamente impensabili.

Non è dunque un caso che l’ottava edizione dell’annuale Pioneers festival si sia svolta il 24 e 25 Maggio a Vienna, nello splendido Palazzo Imperiale Hofburg, centro del potere austriaco per più di sei secoli.

Pioneers, una startup che diventa incubatrice per altre centinaia di realtà dal promettente futuro: così si potrebbe definire questo festival, che tra tutti gli eventi europei e mondiali che si prefiggono lo stesso nobile scopo di offrire terreno fertile a progetti dal potenziale concreto, da 7 anni supporta le idee più innovative provenienti da tutto il mondo mettendole in contatto con investitori lungimiranti e proponendosi anche come business enhancer supportando con consulenze i progetti in mostra.

Idee, aziende e speakers

2500 idee brillanti, 550 aziende e una schiera di acclamati top speakers si sono incontrati in occasione di questa ultima edizione di 2018 per affrontare le più attuali tematiche globali e proporre soluzioni che potrebbero cambiare il mondo.

E non è una frase fatta, perché è un’atmosfera carichissima quella che si è respirata a Vienna, nella due giorni austriaca più attesa da chi vuole fare del presente il proprio futuro.

Tra le ampie stanze decorate a stucchi dorati e drappeggi che una volta furono teatro delle decisioni più importanti dell’impero austro-ungarico, abbiamo visto incrociarsi personaggi del calibro di Suhair Kahn, Program Manager di Google Arts & Culture, il co-founder di Electronic Arts Jeff Burton e i videogame entrepreneurs e investitori Emmett Shear e Alexis Bonte.

Tra questi, anche Werner Vögels, CTO di Amazon, l’ideatore della visione customer-centrica della piattaforma che ha dettato le regole dell’e-commerce negli ultimi 10 anni. Da lui abbiamo imparato che nell’immediato futuro, la tecnologia che connetterà le persone sarà quella basata sul riconoscimento vocale. E consiglia a tutte le startup di abbracciare questa visione all’interno della propria strategia: “Se siete una startup, cercate di superare la vecchia dipendenza a schermi e tastiere. In qualsiasi campo vogliate operare, pensate prima di tutto a come includere la voce.”

Perché Pioneers è uno step fondamentale e conferma di innovazione internazionale

Abbracciare il nuovo è un elemento fondamentale per la crescita aziendale e richiede il giusto match di persone, processi e tecnologie. Le grandi aziende possono anche avere a disposizione grandi capitali e risorse ma spesso è la mancanza di agilità, voglia di camminare su territori nuovi e scarse conoscenze tecniche a costringere alcune imprese ad una condizione di stallo.

Pioneers vuole da anni riempire questo gap dando potere ad aziende corporate con tecniche imprenditoriali e connettendo startup e altri esperti per ispirare, co-creare e rivoltare il business.

E Brandorbi ha avuto il privilegio di essere tra le 14 startup italiane selezionate da "ITA - Italian Trade Agency" e "ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane" tra le 500 invitate poter mostrare il proprio potenziale in questo ambiente florido. Il momento non avrebbe potuto essere più azzeccato dato che da oggi siamo ufficialmente aperti all’equity crowdfunding su Opstart.

Brandorbi si è rivelata anche in questo contesto un progetto estremamente diverso dalle proposte viste durante l’evento. La speciale connessione tra brand e phygital influencer ideata dalla piattaforma segue l’ormai confermata strategia quality-over-quantity, secondo cui raggiungere anche poche persone (ma le persone giuste) crea un valore, e un tasso di conversione, molto maggiore per il brand anziché urlare a casaccio verso migliaia di follower digitali che pochi secondi dopo dimenticano l’informazione, bombardati dal successivo claim.

A proposito di innovazione, tra le italiane selezionate troviamo anche Little Sea Video, proprietaria di una tecnologia brevettata che trasforma automaticamente dati e informazioni in video esplicativi, offrendo la possibilità a chi non possiede le skills adatte di informare e catturare l’attenzione dell’audience attraverso il formato tridimensionale, promettendo fino all’80% di aumento di conversion rate.

Cosa abbiamo imparato da questa full immersion in tecnologica creatività?

  • Che ci sono alcuni festival dai simili propositi preoccupati solo di chiudere l’accordo di partecipazione, per poi lasciare ogni realtà ad aggiustarsi per conto proprio. Altre invece, si curano di sviluppare un grande progetto duraturo, che cresce nel tempo e semina valore a livello mondiale, offrendo a idee di qualità l’attenzione che meritano e lasciando la propria impronta nella storia.
  • Che tra un’ottima idea e la sua realizzazione il gap è alle volte sottile quanto poche centinaia di euro.
  • Che vivere un evento è tutt'ora un'esperienza densa di emozioni.

 

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